“Ciao zia, ti volevo dire che sono a Rapallo, ma sto passando un brutto periodo, ho bisogno di soldi ma non li posso chiedere a mia madre… tu mi puoi aiutare?” Inizia così il contatto telefonico ricevuto da una donna, di Rapallo, che ci riferisce l’accaduto. Con ogni probabilità e, anzi, secondo quanto successivamente riferito alla stessa dalle forze dell’ordine, si tratta di una nuova metodologia di truffa.
Del resto, specie per un anziano, scambiare una voce, anche non conosciuta, per quella di un nipote o del figlio di amici di famiglia è più che possibile. Nel nostro caso, l’ignoto autore della telefonata insiste anche: “Non è che hai qualcosa in casa, se ti vengo a trovare?”, poi taglia corto, quando la donna chiamata, che ha una persona che la chiamava zia, con la giusta cautela propone: “Perché non ci vediamo da tua madre?”. Evidentemente, si trattava di un tentativo di approccio. IL truffatore poteva chiedere di lasciargli o soldi da qualche parte, o anche azzardare un contatto diretto, come spesso questa gente fa, contando sulla possibilità di ammaliare, più che sulla volontà di aggredire, le persone. Questo episodio sembra proprio essersi chiuso qui, ma è bene fare attenzione, specie in questo periodo, quando le famiglie si spostano per le vacanze e numerosi anziani rimangono solo in città. |