| Sub morti a Portofino, l'indagine |
| Scritto da Simone Rosellini |
| Lunedì 26 Luglio 2010 12:38 |
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tre uomini che si sono recati ieri pomeriggio alla Capitaneria di Santa Margherita. Questa mattina, sempre a Santa Margherita, nuovo summit tra gli inquirenti, con la Capitaneria che ha lasciato al pm gli atti relativi ad interrogatori, sequestri e sopralluoghi effettuati tra sabato e domenica. Toccherà allo stesso pubblico ministero, adesso, decidere se iscrivere qualcuno nel registro degli indagati, con possibilità aperta, evidentemente, per lo stesso istruttore, o se classificare tutto come una inevitabile fatalità. La decisione potrebbe arrivare dopo le autopsie: l’esame sui cadaveri è infatti necessario, per capire se a stroncare i due sia stato l’annegamento o le ferite riportate nell’urto contro le rocce della caverna. |

Quello di ieri è stato un pomeriggio di interrogatori, per il comandante della Capitaneira di Porto di Santa Margherita, Paolo Majoli, ed il sostituto procuratore della repubblica Francesco Brancaccio, impegnati nel tentativo di ricostruire quanto avvenuto nel primo pomeriggio di sabato a Portofino, nella grotta di San Giorgio, dove hanno perso la vita padre e figlio, Domenico e Angelo Ferrari. L’istruttore che li guidava nell’immersione, ascoltato ieri mattina per dichiarazioni spontanee, ha raccontato di essere sfuggito alla risacca attraverso una sorta di camino tra le rocce della grotta, dopo aver abbandonato la propria bombola. Una operazione indicata anche alle due vittime, che non sarebbero riusciti, però, ad eseguirla. Gli inquirenti hanno ascoltato anche gli altri membri dell’immersione,